Studi recenti condotti dall’Università di Toronto dimostrano l’esistenza di una forte associazione tra stagione e attività cognitiva.
Gli elementi coinvolti sono differenti se si pensa che l’anno è caratterizzato da diverse temperature, quantità di luce nella giornata, cibi disponibili o semplicemente abitudini: le differenze in grado di influenzare il funzionamento dell’organismo e i livelli di alcuni ormoni e neurotrasmettitori.
Quali sono gli effetti del cambio di stagione sul cervello?
Gli effetti sull’organismo rispetto al cambio di stagione, soprattutto a livello cognitivo, sono dovuti principalmente alla quantità di luce e alle temperature che caratterizzano le giornate. Questi fattori hanno ripercussioni sulla produzione ormonale, in particolare di endorfine e di dopamina, due neuro ormoni coinvolti nella memoria, nell’attenzione e in altre funzioni cerebrali.
A proposito, l’Università di Liegi in Belgio ha condotto uno studio su un campione di persone a cui sono state messe alla prova le capacità cognitive durante le quattro stagioni dell’anno. Così si è scoperto che il periodo migliore per eseguire compiti in cui si richiede un alto livello di attenzione è l’estate, a discapito della stagione invernale. Per la memoria la stagione migliore è l’autunno, mentre subisce un peggioramento in primavera. Risultato che deriva dalla differenza di come si attivano le aree cerebrali durante lo svolgimento di un’operazione cognitiva e a cui le persone di una certa età dovrebbero stare attente.
Quando si invecchia può capitare che si presenti un eccessivo affaticamento mentale, una condizione per cui diventa più difficile affidarsi alle proprie capacità: dimenticanze, difficoltà nel memorizzare informazioni o nuovi ricordi e la concentrazione tende a vacillare molto spesso. Un altro studio dell’Università Cattolica, in collaborazione con l’IRCCS S. Raffaele Pisana sostiene che in Italia il numero delle persone che accusano un decadimento cognitivo sia in aumento: ad oggi sono circa 735.000 le persone affette da questo disturbo che agli esordi si manifesta con piccoli deficit della memoria.
Come prevenire e arginare l’affaticamento mentale cronico?
Avere uno stile di vita sano seguendo un’alimentazione equilibrata e la pratica di attività fisica sono tra le principali buone abitudini da adottare per prevenire il manifestarsi di alcuni sintomi del declino cognitivo, che è bene ricordare può insorgere anche a causa di patologie come l’ipertensione e il diabete. Anche la socialità e il mantenere la mente allenata e stimolata sono ottime strategie per arginare un naturale decadimento.
Contemporaneamente, oltre ad uno stile di vita sano in questo caso si rende utile l’assunzione di Cognitiv Fast, un integratore naturale studiato e realizzato con la collaborazione di Biosfered per contrastare l’affaticamento mentale cronico, uno dei primi .
Grazie alla combinazione di ingredienti di qualità e 100% naturali, quali Omotaurina, Nadh, Dha, Magnesio, Oxicyan, Acido Fosfatico, Ferro e Vitamina B12 questo prodotto di Fitoproject è in grado di ritrovare la freschezza mentale, ripristinare la capacità di attenzione e aiutare ad essere più lucidi e partecipi. Tuttavia, per una migliore efficacia del prodotto, si consiglia di intervenire molto in anticipo e assumere Cognitiv Fast tutto l’anno e non solo quando appare una necessità.

